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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Sussidio Avvento 2017 – Futuro Prossimo, a cura dell'Ufficio di Catechesi e della Caritas Diocesana

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PER ANIMARE UN AVVENTO DI PROSSIMITÀ

Dopo “Verso un mondo nuovo” (Avvento 2016), il primo esperimento di sussidio “a quattro mani” tra Ufficio per l’Annuncio e la Catechesi e Caritas diocesana, è ora disponibile online “Futuro Prossimo”, il nuovo sussidio per l’imminente Avvento 2017.

Il Futuro è stato preannunciato come tema del Festival Biblico 2018, e noi lo abbiamo colto in anticipo come tema-guida di questo sussidio. Futuro e tempo di Avvento sono in profonda sintonia, e il Prossimo vorremmo fosse la via privilegiata attraverso la quale il Signore viene a rinnovarci.

Questo strumento vorrebbe tentare di accompagnare la creatività di catechisti, animatori, comunità, perché le esperienze che sapranno offrire ai gruppi dei bambini e ragazzi riescano a “tenere insieme” la Parola di Dio, il dialogo con Lui e anche momenti di vita fatti di interazione tra coetanei, incontri con persone significative, aperture sul mondo, prese di coscienza sulla realtà.

Il tempo per queste esperienze è piuttosto breve, e quest’anno in modo particolare; la quarta domenica di Avvento, infatti, cadrà nella vigilia di Natale, per cui le quattro settimane dell’Avvento, in realtà, saranno ridotte a tre. Tuttavia – anzi, proprio per questo – vale la pena provare a progettare un cammino ben pensato e ben fatto. Un cammino dunque di tre settimane e una domenica.

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COMUNICATO DEL VESCOVO PIERANTONIO SULLA CRISI DELLA SICC

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La difficile situazione del mondo del lavoro in Polesine non lascia indifferente la Chiesa diocesana di Adria-Rovigo. Infatti, come ha detto recentemente Papa Francesco nell’incontro con i lavoratori dell’ILVA di Genova «il mondo del lavoro è il mondo del popolo di Dio: siamo tutti Chiesa, tutti popolo di Dio».
Con l’intento di manifestare la vicinanza e la solidarietà della comunità cristiana, il Vescovo, mons. Pierantonio Pavanello, ha incontrato la scorsa settimana gli amministratori e la rappresentanza sindacale della SICC di Rovigo, azienda che sta attraversando un momento di seria difficoltà, a motivo del quale sono stati prospettati una ventina di licenziamenti.
Mons. Pavanello ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie e ha auspicato l’impegno delle istituzioni e delle forze sociali ed economiche per dare uno sbocco positivo alla crisi della SICC. Ha incoraggiato la Direzione dell’azienda a cercare tutte le strade per salvaguardare i posti di lavoro e per non lasciar cadere le possibilità di un rilancio dell’attività. Sarebbe gravissimo non solo per l’azienda in questione, ma anche per l’intera comunità polesana, se di fronte alle oggettive difficoltà, si scegliesse la strada di arrendersi chiudendo l’azienda o ridimensionandola in misura significativa.
La crisi della SICC è infatti sintomatica di una situazione che colpisce tutto il territorio polesano e che esige da parte di tutte le forze sociali uno sforzo comune di reazione e di progettazione per il futuro. Da parte sua la Chiesa diocesana si sente impegnata ad offrire quel messaggio di speranza e di impegno condiviso che viene dal Vangelo e dalla Dottrina sociale della Chiesa.

 

Giornata Mondiale dei Poveri: 19 novembre 2017

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Alle Sorelle e ai Fratelli della Chiesa di Adria-Rovigo

Carissimi,
con queste righe desidero invitarvi a raccogliere l’invito, fatto da Papa Francesco a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia, di celebrare domenica 19 novembre la prima “Giornata Mondiale dei Poveri”.
Non si tratta di un’altra domenica dedicata a raccogliere offerte e altri aiuti per i poveri. L’intenzione di Papa Francesco è più radicale: spingerci a incontrare i poveri che sono tra noi per verificare l’autenticità evangelica della nostra vita cristiana. Dare qualcosa a chi è povero è azione lodevole, ma può rimanere un gesto che non ci tocca e lascia inalterata la nostra vita. L’incontro con il povero invece ci costringe a interrogarci su ciò che vale veramente nella vita: «la povertà è anzitutto una vocazione a seguire Gesù povero. È un cammino dietro a Lui e con Lui, un cammino che conduce alla beatitudine del Regno dei cieli (cfr Mt 5,3; Lc 6,20)» (Papa Francesco, Messaggio per la 1° Giornata Mondiale dei Poveri).

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Omelia del Vescovo Pierantonio per la Solennità di Ognissanti

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Cari amici,
oggi non celebriamo tanti santi messi assieme, quasi avessimo bisogno di recuperare un’occasione per ricordare quanti non hanno trovato posto nel calendario, piuttosto oggi celebriamo qualcosa di più profondo: la comunione dei santi.
Nel credo che recitiamo durante la messa diciamo: «credo la santa chiesa cattolica, la comunione dei santi». Non a casa la comunione dei santi è menzionata subito dopo la chiesa: la chiesa infatti non è costituita solo da chi è ancora in cammino qui sulla terra, ma anche da quanti hanno già raggiunto la meta e dopo aver attraversato al soglia della morte partecipano della pasqua del Signore. Ad essi noi ancora in cammino siamo legati dal vincolo della carità: è la carità, cioè l’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo che li fa solidali con noi.
E’ importante fermarci a contemplare questa parte della Chiesa (la Chiesa “celeste”) perché ci aiuta a capire meglio la nostra identità di cristiani e la nostra chiamata. Il “cielo” non è solo un privilegio di alcuni è la meta a cui tutti siamo diretti. La santità non è una prerogativa di alcuni, ma la vocazione comune ad ogni cristiano. E’ questa un’affermazione da prendere sul serio, mentre la nostra tentazione è quella di dire «Ma io non sono santo ….»

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Omelia del Vescovo Pierantonio per la Commemorazione di tutti i fedeli defunti

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Fa parte della nostra esperienza umana vivere il distacco dalle persone care a motivo della morte. Potremmo descrivere la nostra vita come un viaggio in cui progressivamente quanti camminano con noi si staccano e ci lasciano soli. E’ umano il desiderio di conservare comunque dei legami con loro e sentiamo come un dovere custodire il loro ricordo e la riconoscenza per il bene che abbiamo ricevuto.
E’ proprio a partire dagli interrogativi che la morte delle persone care suscita in noi, che possiamo accogliere l’annuncio cristiano. Noi non possiamo rassegnarci al pensiero che la morte sia la fine di tutto e il Dio che Gesù è venuto a rivelarci viene incontro alla nostra domanda di una vita più forte della morte. Il Dio di Gesù Cristo è un Dio amante della vita, che non vuole perdere nessuno dei suoi figli. Come dice Gesù: «questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno». E’ in forza dell’amore di Dio, che si è manifestato nella morte e risurrezione del suo Figlio, che noi possiamo guardare alla morte come ad un passaggio verso la vita, una vita altra rispetto a quella terrena, ma non per questo meno reale.
Per chi crede nel Dio di Gesù Cristo, la morte non è l’ultima parola della vita degli uomini, la fine di tutto: è solo la porta che apre il passaggio ad una vita nuova, altra rispetto a quella terrena. Noi sappiamo, come dice Giobbe, che il nostro redentore è vivo e che ultimo si ergerà sulla polvere.

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Domenica 19 novembre alle 18.30: S. Messa in suffragio del Vescovo Martino

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AVVISO

Domenica 19 novembre alle 18.30, nella Cattedrale di Adria, mons. Vescovo celebrerà una santa messa in suffragio del Vescovo mons. Martino Gomiero, nell'anniversario della morte, anticipandola rispetto a quanto indicato nel "Calendario liturgico diocesano".

Omelia del Vescovo Pierantonio per la Messa in onore della Beata Vergine delle Grazie, Duomo di Rovigo, domenica 29 ottobre 2017

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La Vostra partecipazione numerosa a questa celebrazione attesta la devozione verso l’immagine della Madonna delle Grazie, custodita in questa chiesa, una devozione che ci collega alla storia religiosa della nostra città di Rovigo, segnata in modo particolare dall’affidamento all’intercessione della Vergine.
L’immagine della Madonna delle Grazie risale al XIV secolo ed era in origine un affresco collocato in una piccola chiesa che si trovava nell’angolo sudest dell’attuale piazza del Duomo, chiesetta detta “dometto” che fungeva tra l’altro da battistero. Con la costruzione del Duomo attuale si decise di demolirla per far spazio ad una piazza. Fu proprio durante la demolizione che secondo la tradizione avvenne un fatto prodigioso, che sta all’origine della particolare venerazione che circonda questa immagine mariana. Nel febbraio del 1737 si stava abbattendo la facciata del “dometto” dove si trovava l’affresco della Madonna. Un muratore, tale Giovanni Battista Bellettato quando iniziò a colpire il muro vicino all’immagine sentì improvvisamente irrigidirsi il braccio, rimanendo come paralizzato. Successivamente, invocata la Vergine, recuperò subito il movimento del braccio. Avvertito di questo fatto, il Vescovo ordinò di portare nel nuovo Duomo con una solenne processione l’immagine della Madonna, che venne collocata in una cappella a Lei dedicata. Da allora i rodigini cominciarono a invocare Maria per le loro necessità davanti a questa immagine e ottennero molte grazie speciali, tanto che l’immagine fu denominata “Madonna delle Grazie”.

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ATTIVITÀ DEL VESCOVO DAL 19 AL 26 NOVEMBRE

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Domenica 19: al mattino a Villadose partecipa alla Giornata Provinciale del Ringraziamento e celebra la messa; ore 18.30 in Cattedrale in Adria celebra la messa nell’anniversario della morte di mons. Martino Gomiero

Martedì 21: ore 16 a Rovigo nella Chiesa dei Santi Francesco e Giustina celebra la messa per l’Arma dei Carabinieri nella ricorrenza della Virgo Fidelis; ore 17 in Seminario incontra i soci dell’UCIIM sul tema “Per una nuova presenza della Chiesa nel territorio secondo una prospettiva educativa”

Mercoledì 22: al mattino a Trento tiene una relazione per il clero sul tema «La pastorale delle “famiglie ferite” secondo l’Esortazione Apostolica Amoris laetitia»; al pomeriggio a Verona partecipa al Convegno per il centenario del Codice di Diritto Canonico organizzato dal Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Verona e dall’Osservatorio giuridico-legislativo della Conferenza Episcopale Triveneto

Giovedì 23: ore 9.30 presiede un incontro congiunto della Commissione per la formazione permanente del Clero e della Presidenza del Consiglio presbiterale; nel pomeriggio a Castelmassa incontra i presbiteri della Vicaria; ore 18.30 partecipa alla Presidenza del Consiglio Pastorale Diocesano

Venerdì 24: al mattino riceve in Vescovado su appuntamento; ore 18 in Seminario partecipa all’incontro della Consulta delle Aggregazioni Laicali

Sabato 25: ore 18 celebra la messa e conferisce le cresime a Borsea

Domenica 26: ore 9 celebra la messa a Rovigo nella Chiesa di San Domenico; ore 11 celebra la messa e conferisce le cresime a Ceregnano

ORARIO DELLA SEGRETERIA VESCOVILE
La Segreteria vescovile (tel. 0425 209633 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) è aperta nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30


 

ATTIVITÀ DEL VESCOVO DAL 26 NOVEMBRE AL 3 DICEMBRE

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Domenica 26: ore 9 celebra la messa a Rovigo nella Chiesa di San Domenico; ore 11 celebra la messa e conferisce le cresime a Ceregnano

Lunedì 27: al mattino a San Bellino partecipa all’incontro del clero e presiede la solenne concelebrazione nella festa del patrono della Diocesi; ore 19 a Rovigo in Duomo celebra la messa in onore di San Bellino, Patrono della Diocesi e della Città di Rovigo

Martedì 28: a Zelarino partecipa ai lavori della Conferenza Episcopale Triveneto

Mercoledì 29: al mattino partecipa alla riunione del Consiglio presbiterale; ore 17 presso la Biblioteca del Seminario partecipa all’inaugurazione di una mostra

Giovedì 30: ore 10 celebra la messa nella chiesa di S. Andrea in Adria; ore 15.30 presiede la riunione congiunta del Collegio dei Consultori e del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici

Venerdì 1 dicembre: al mattino riceve in Vescovado su appuntamento;; ore 21 partecipa ai lavori del Consiglio pastorale diocesano

Sabato 2: ore 16 a Rovigo partecipa alla “Giornata del medico polesano”

Domenica 3: ore 10 celebra la messa e conferisce le cresime a Rasa

ORARIO DELLA SEGRETERIA VESCOVILE
La Segreteria vescovile (tel. 0425 209633 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) è aperta nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30

COMUNICATO IN ORDINE AI NUOVI ORARI DI APERTURA DELLA CURIA DIOCESANA E ALL’USO DELLE CASELLE DI POSTA ELETTRONICA

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1. Si comunicano i nuovi orari degli Uffici della Curia diocesana, a far data dal prossimo mese di dicembre 2017.
Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì, ore 9 – 12.
Giovedì e sabato: chiuso.

2. Si comunica altresì che dalla metà del mese di novembre saranno progressivamente disattivate la caselle di posta elettronica con dominio @diocesi.rovigo.it e attivate quelle col nuovo dominio (su server CEI) @diocesiadriarovigo.it, così come riportato dall’Annuario 2017 a p. 223.
I direttori degli uffici di Curia, i delegati episcopali, gli incaricati di settori pastorali ed anche i rev.mi parroci – qualora interessati – sono invitati a prendere contatti con il Vice cancelliere per il rilascio
delle nuove credenziali.

Si ringrazia per la collaborazione

Omelia del Vescovo Pierantonio per la Messa di inizio Anno Accademico, Padova, Facoltà Teologica

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C’è un nesso tra la prima domanda del Padre nostro nella versione del Vangelo di Luca e il comportamento di Giona, di cui ci parla la prima lettura. Lo stato d’anima di Giona infatti è esattamente il contrario di quanto Gesù insegna a chiedere ai discepoli quando pregano il Padre: Padre: “sia santificato il tuo nome”. Giona si oppone a questa richiesta: lui non vuole che il nome di Dio sia manifestato. Egli lo conosce, il nome di Dio, e gli rincresce che Dio si manifesti come egli è. Infatti dice a Dio: "Io sapevo che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore e che ti ravvedi circa il male minacciato!". Ecco qual è il "nome" di Dio, che vuol manifestarsi, e che Giona conosce da tutta la rivelazione biblica. Eppure non vuole che esso si manifesti nella sua vita: è una cosa che va contro i suoi gusti, contro la sua volontà di vivere. Egli è stato mandato a Ninive per profetizzare: "Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta! " e adesso pretende che questa profezia si realizzi, perché ne va della sua reputazione di profeta. Ma la misericordia di Dio non può mettere in atto comunque questa predizione. Dio ha inviato il suo profeta per chiamare a conversione e la sua minaccia era condizionata: "Se non vi convertite, perirete", ed ora Dio è contento che la gente di Ninive si sia convertita e di poter manifestare "il suo nome": il suo amore, la sua tenerezza, la sua misericordia. Giona invece è in collera, non vuole che il nome di Dio si manifesti. E Dio allora gli dà una lezione, perché capisca quanto profondamente egli abbia ragione di aver compassione di coloro che ha creato, come sia logico per lui perdonare, chiamare alla vita e non alla morte.

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