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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Omelia del Vescovo Pierantonio per la Messa in onore della Beata Vergine delle Grazie, Duomo di Rovigo, domenica 29 ottobre 2017

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La Vostra partecipazione numerosa a questa celebrazione attesta la devozione verso l’immagine della Madonna delle Grazie, custodita in questa chiesa, una devozione che ci collega alla storia religiosa della nostra città di Rovigo, segnata in modo particolare dall’affidamento all’intercessione della Vergine.
L’immagine della Madonna delle Grazie risale al XIV secolo ed era in origine un affresco collocato in una piccola chiesa che si trovava nell’angolo sudest dell’attuale piazza del Duomo, chiesetta detta “dometto” che fungeva tra l’altro da battistero. Con la costruzione del Duomo attuale si decise di demolirla per far spazio ad una piazza. Fu proprio durante la demolizione che secondo la tradizione avvenne un fatto prodigioso, che sta all’origine della particolare venerazione che circonda questa immagine mariana. Nel febbraio del 1737 si stava abbattendo la facciata del “dometto” dove si trovava l’affresco della Madonna. Un muratore, tale Giovanni Battista Bellettato quando iniziò a colpire il muro vicino all’immagine sentì improvvisamente irrigidirsi il braccio, rimanendo come paralizzato. Successivamente, invocata la Vergine, recuperò subito il movimento del braccio. Avvertito di questo fatto, il Vescovo ordinò di portare nel nuovo Duomo con una solenne processione l’immagine della Madonna, che venne collocata in una cappella a Lei dedicata. Da allora i rodigini cominciarono a invocare Maria per le loro necessità davanti a questa immagine e ottennero molte grazie speciali, tanto che l’immagine fu denominata “Madonna delle Grazie”.

L’immagine della Madonna delle Grazie ci ricorda quindi la fede di quanti in passato si sono affidati a Maria e tramite la sua materna intercessione hanno ottenuto dal Signore ciò di cui avevano bisogno in un determinato momento della vita. Questa venerata immagine di conseguenza, è un segno e un richiamo anche per noi oggi della presenza materna di Maria, quella presenza che si manifestò fin dagli inizi della missione di Gesù alle nozze di Cana. Le parole che Maria rivolge a Gesù “Non hanno vino” esprimono la sua sollecitudine: Lei constata la situazione di bisogno in cui si trovano gli sposi di Cana e allo stesso tempo rivolge al figlio suo un appello ad un intervento colmi la mancanza. Maria non compie Lei il miracolo, semplicemente si fa tramite presso Gesù di una necessità e si affida a Lui anche quando sembra scoraggiarla (“Che c’è tra me e te donna?”). Lei sa che il Figlio è venuto per la salvezza degli uomini e crede fermamente in Lui. Per questo ha fiducia, quella fiducia che troviamo nelle parole rivolte ai servi (“Fate quello che vi dirà”).
Anche nel tempo della Chiesa Maria continua ad essere la madre presente accanto ai suoi figli. Lei continua come a Cana a farsi tramite tra noi e il suo Figlio. Lei non si sostituisce a Lui ma ci aiuta a portare a Lui le nostre suppliche e a credere nella salvezza che Lui ci dona. Questo è il senso della mediazione di Maria come “Madre e mediatrice della Grazia”. L’unico mediatore della salvezza, come insegna il Concilio Vaticano II, è il Signore Gesù: “La funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce l’unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia. Poiché ogni salutare influsso della Vergine Maria verso gli uomini non nasce da vera necessità ma dal beneplacito di Dio e sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di lui, da essa assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia” (LG 60).
La Vergine Maria allora è “Madre e mediatrice di Grazia” perché ha portato nel suo grembo il Figlio di Dio e così è stata collaboratrice dell’opera della salvezza. Lei ci ha donato lo stesso autore della Grazia ed è stata associata a Lui nel donarci la grazia più grande, cioè quella della redenzione, della vita e della gloria che non ha fine.
Continuiamo allora a coltivare il nostro amore e la nostra preghiera alla Vergine: seguendo Lei faremo crescere sempre di più la nostra fede e saremo sempre più uniti a Cristo Signore. E’ importante che la devozione mariana, per essere autentica, abbia sempre questo riferimento a Cristo Signore e alla Chiesa. Maria ci porta a Gesù e ci spinge a vivere nella Chiesa in comunione con i Pastori e con tutti gli altri fratelli nella fede.

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