• DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
 

DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Omelia del Vescovo Pierantonio per la dedicazione dell'altare della Chiesa parrocchiale di Polesella

E-mail Stampa PDF

La Solennità di Tutti i Santi ci invita a guardare a tutti i nostri fratelli nella fede che hanno già compiuto il loro passaggio da questo mondo al Padre assieme a Gesù: una moltitudine immensa, che come ci dice il brano dell’Apocalisse proclamato nella prima lettura, celebrano una liturgia di lode davanti al trono dell’Agnello. La visione di Giovanni ci mostra qual è la nostra sorte: fare della nostra vita una perenne liturgia di lode. Non si tratta solo di un rito da celebrare: i santi che stanno davanti al trono di Dio hanno lavato le loro vesti nel sangue nell’agnello, cioè hanno offerto a Dio la loro vita.

Questa vocazione, fondamentale per ogni cristiano, ci viene ricordata dal simbolo dell’altare. Un simbolo che ci parla innanzitutto di Gesù: egli è l’altare vivente del tempio celeste, come dice la Lettera agli Ebrei. In secondo luogo il simbolo dell’altare ci parla dei discepoli di Gesù: anch’essi sono altari spirituali su cui viene offerto a Dio il sacrificio di una vita santa. Insegna San Gregorio Magno: «Che cos’è l’altare di Dio se non l’anima di coloro che conducono una vita santa? A buon diritto quindi altare di Dio viene chiamato il cuore dei giusti». Secondo un’altra immagine che troviamo nei Padri della Chiesa i cristiani che si dedicano alla preghiera e offrono a Dio la loro vita sono essi stessi le pietre vive con le quali il Signore Gesù costruisce l’altare della Chiesa.
L’altare è allo stesso tempo mensa del sacrificio e del convito pasquale: su di esso il sacerdote rinnova sia il sacrificio di Cristo e attorno ad esso riunisce i fedeli per rendere grazie a Dio e per ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo. In questo modo l’altare diventa il centro dell’azione di grazie che si compie con l’Eucaristia. L’altare ha quindi un legame fortissimo con la vocazione di ogni cristiano alla santità: questo legame è espresso dalla prassi di deporre sotto l’altare le reliquie dei santi. In antico gli altari venivano edificati sui sepolcri dei martiri, per indicare come il sacrificio dei cristiani trae la sua origine dal sacrificio di Cristo. Oggi questo significato viene richiamato deponendo le reliquie dei santi sotto l’altare.
Il rito che oggi compiamo di dedicare il nuovo altare di questa chiesa parrocchiale deve quindi aiutarci a penetrare più profondamente il senso della nostra vita cristiana e a comprendere che l’eucaristia ne è il centro. Solo unendoci sempre più profondamente a Cristo, vittima e allo stesso tempo sacerdote, possiamo vivere la Pasqua, il passaggio con Gesù dalla morte alla vita.

Polesella, 31 ottobre Vigilia della Solennità di Tutti i Santi

Tu sei qui: Biografia e Pubblicazioni