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Omelia del Vescovo Pierantonio, Natale S. Messa della notte

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NATALE DEL SIGNORE – MESSA DELLA NOTTE

Basilica Concattedrale Duomo di Rovigo – 25 dicembre 2017

Nel buio della notte apprezziamo il valore della luce molto di più che in pieno giorno. Per questo celebrare il Natale nel cuore della notte ci permette di cogliere meglio il significato della nascita di Gesù: è Lui infatti la luce del mondo.

Quanto bisogno abbiamo di questa luce: ci possiamo riconoscere infatti nel «popolo che camminava nelle tenebre» di cui parla Isaia nella prima lettura, un popolo smarrito perché non sa dove andare, non ha una meta e un percorso davanti a sé. La paura di tanti cambiamenti in atto nelle società, un sottile senso di incertezza generale dovuta alla violenza imperante, la mancanza di guide sagge nella vita sociale e politica, l’assenza di prospettive per il futuro (soprattutto per i nostri giovani) sono le componenti di questo smarrimento.

La luce di cui ci parla questa notte santa non è però una luce qualsiasi. Viene da Dio: «è apparsa la grazia di Dio che porta la salvezza a tutti gli uomini» dice Paolo nella seconda lettura. E’ una luce che chiede di essere accolta: occorre avere gli occhi giusti per riconoscerla perché anche se risplende nella notte lo fa in quel modo discreto e impercettibile che è proprio dell’agire di Dio. Sono gli occhi di Maria e di Giuseppe, ma anche gli occhi dei pastori che sanno vedere oltre il segno del bambino che è offerto loro. Sono occhi che sono stati aperti da una rivelazione dall’alto, la visione di angeli e le voci che svegliano i pastori nel cuore della notte ci dicono che per comprendere l’evento della nascita è necessario un intervento dall’alto. Allo stesso tempo però serve qualcuno capace di uscire dal sonno, di alzarsi e di mettersi in cammino. Sarebbe stato facile per i pastori girarsi dall’altra parte e continuare a dormire rimanendo indifferenti alla voce dell’angelo e alla luce che li avvolgeva e invece si sono lasciati provocare, hanno vinto il sonno e sono usciti dai loro giacigli.

Questa notte non ci sono voci di angeli né altri fenomeni straordinari. C’è la forza di una Parola che ci porta un annuncio di gioia: «E’ nato per voi il Salvatore, che è Cristo Signore!». Il significato di questo annuncio è «Tu sei amato e cercato da Dio. Lui ti è vicino, chiede di condividere con te la sua vita divina. Vuole che tu sia unito a Lui con un abbraccio che non avrà mai fine. Questo è il messaggio del Natale, un messaggio che potremo cogliere solo se sapremo uscire dal torpore della superficialità e dell’indifferenza di una vita che dà importanza solo alla dimensione materiale. Solo chi sa andare in profondità infatti può accogliere la luce vera del mondo che è Cristo Signore. Solo chi vive «con sobrietà, giustizia e pietà» può riconoscere nell’umiltà e nella debolezza del Bambino del presepio la presenza di Dio.

Il mio augurio in questa notte di Natale è che ciascuno di voi possa percepire nella fede la bellezza dell’avvenimento che celebriamo: Dio si è fatto uomo per dirci che ci ama con un amore di vicinanza, di prossimità, di solidarietà. Noi siamo chiamati ad essere figli di Dio. Possa questa santa notte diventare per ognuno di noi la notte dell’amore sconfinato ed eterno di Dio, che assume il volto sorridente di un bambino, avvolto in fasce che giace in una mangiatoia.

Vescovo Emerito Lucio

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