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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Omelia del Vescovo Pierantonio per l'incoronazione dell'Immagine della B.V. del Pilastrello

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Rinnoviamo oggi, dopo il furto sacrilego della scorsa primavera, un gesto antico con cui coloro che ci hanno preceduto hanno inteso onorare la Vergine: è attestato che già nel 1695 il Vescovo Carlo Labia, incoronò solennemente l’immagine della Vergine del Pilastrello come ringraziamento per aver risparmiato la città di Lendinara dalla peste del 1630. Una nuova incoronazione ebbe luogo nel settembre del 1906 ad opera del Vescovo Antonio Polin. Nel settembre del 1942 poi, dopo che la corona della Madonna fu rubata, si procedette a incoronare nuovamente la sacra immagine.
La consuetudine di ornare l’immagine della Vergine con una corona è molto antica. Tale consuetudine esprime la devozione del popolo cristiano verso la Madre di Dio: in particolare esprime il riconoscimento della regalità di Maria: Nei tempi antichi, si poneva una corona preziosa sul capo dei sovrani e ciò stava ad indicare il potere di cui essi godevano. Fin dai tempi del Concilio di Efeso, che proclamò dogma di fede la divina maternità di Maria, si diffuse la consuetudine di raffigurare la Vergine ornata di una corona regale. La Madre del Signore veniva rappresentata assisa su un trono regale, ornata delle insegne di una regina e circondata da una schiera di angeli e santi: talvolta veniva rappresentato accanto a Lei il Signore stesso nell’atto di porre sul capo della madre una corona splendente.

Incoronando l’immagine della Vergine proclamiamo la grandezza di Maria e il suo ruolo nella storia della salvezza. La sua grandezza dipende dalla sua totale disponibilità a seguire la volontà di Dio e a mettersi a disposizione del suo progetto di salvezza. Per lei veramente regnare è servire a Dio.
Anche a noi spetta il titolo regale: siamo stati infatti consacrati nel battesimo come sacerdoti, profeti e re. Maria ci ricorda che per regnare con Cristo dobbiamo percorrere la via del servizio. In questo cammino Lei ci sostiene e intercede per noi.
Il gesto dell’incoronazione pertanto per essere vero non può limitarsi alla dimensione del culto ma deve tradursi in un impegno concreto di servizio. La vera incoronazione, che la Vergine si attende da noi, si compie quando Le diamo onore attraverso gesti concreti di servizio. Quando con la nostra attenzione e sollecitudine ci prendiamo cura die nostri fratelli poveri, anziani, emarginati allora poniamo sul capo della Vergine una corona fatta non di oro e di argento, ma delle opere della carità. Riconoscere la regalità della Vergine significa imparare da Lei a servire il Signore nei poveri e nei sofferenti, lottare per la verità e la giustizia, porre segni di perdono e di riconciliazione.
La vera devozione alla Vergine non ci chiude in una spiritualità intimistica, ma ci sprona ad assumerci le nostre responsabilità nel mondo in cui viviamo e ad andare con generosità verso quei fratelli in cui troviamo il Cristo povero e sofferente.

Lendinara, 17 settembre 2017

Vescovo Emerito Lucio

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