• DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
 

DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Veglia di Pentecoste

E-mail Stampa PDF


Cari amici, il primo pensiero che vorrei esprimere è di gratitudine e di lode per i percorsi di santità e di apostolato che lo Spirito Santo suscita anche oggi nella nostra Chiesa. La santità infatti non nasce da cose straordinarie, ma viene coltivata nelle ordinarie condizioni di vita: nella famiglia, nel lavoro, nella vita sociale, in parrocchia. Dato che non si è mai cristiani da soli, ma sempre “cristiani insieme ad altri cristiani”, anche la santità cresce dentro un’esperienza comunitaria e mi piace pensare alle molte aggregazioni laicali presenti e attive nella nostra Diocesi come ad altrettante scuole di santità.
Ringrazio il Signore pertanto per i movimenti, le associazioni, le comunità che con la loro presenza arricchiscono la nostra chiesa diocesana. Ognuna di esse nasce da una particolare intuizione di una necessità apostolica e/o da un dono spirituale (il «carisma”) messo a disposizione della chiesa.
Vorrei sottolineare proprio quest’ultima espressione: «messo a disposizione della Chiesa»: la finalità apostolica o il dono spirituale che sta alla base del vostro stare insieme è finalizzato all’utilità della Chiesa. Dice San Basilio Magno: ««E questi doni ciascuno li riceve più per gli altri che per sé stesso […]. Nella vita comune è necessario che la forza dello Spirito Santo data all’uno venga trasmessa a tutti. Chi vive per conto suo, può forse avere un carisma, ma lo rende inutile conservandolo inattivo, perché lo ha sotterrato dentro di sé». Vi esorto pertanto a mettere a disposizione i vostri doni alla chiesa diocesana, superando la tentazione di pensare che il vostro dono è il più importante: nessuno possiede la totalità dello Spirito, solo nella comunione, che è scambio, condivisione, dialogo, confronto possiamo vivere la pienezza della realtà ecclesiale. E’ in fondo quanto stiamo vivendo questa sera in questa veglia di preghiera.

Un secondo pensiero riguarda il vostro ruolo nella situazione che la nostra chiesa sta vivendo. Abbiamo davanti un tempo di profondi cambiamenti, legati non solo alla diminuzione del numero dei preti, ma anche alle trasformazioni sociali e culturali che stanno trasformando in profondità il nostro territorio. Siamo obbligati a ripensare la modalità stessa della presenza della nostra chiesa sul territorio. Certamente questo comporta disagio e smarrimento, ma è anche un’occasione per mettere in atto quella conversione pastorale in senso missionario che Papa Francesco ci chiede con insistenza. La nostra preoccupazione non deve essere quella di garantire comunque i servizi religiosi a cui siamo abituati, ma trovare modalità adeguate per raggiungere chi pur essendo lontano dalla Chiesa si interroga sul senso della vita e cerca, talvolta inconsapevolmente, chi gli porti un annuncio di salvezza. L’evangelizzazione deve diventare la nostra prima preoccupazione: non è semplice, perché la nostra tradizione riguarda piuttosto una fede da custodire mentre qui si tratta di accostare all’esperienza credente.
Affidiamoci alla Vergine Maria, madre della Chiesa, perché ci aiuti a vivere l’unità tra di noi e a trovare le vie per essere testimoni credibili del Vangelo.

Vescovo Emerito Lucio

Tu sei qui: Archivio DIocesi