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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Festa Famiglie 2017

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Cari amici, questa sera, al termine di una giornata trascorsa assieme tra tante famiglie, abbiamo molte cose da offrire al Signore: “Tutto il buono che c’è” è lo slogan che ci ha guidato in questa festa e ora “tutto il buono che c’è” nelle nostre famiglie lo offriamo al Signore perché Lui ce lo ritorni come dono di Grazia, per continuare il nostro cammino.
Abbiamo gustato oggi la “bellezza dell’amore” (“Amoris laetitia”) presente nelle nostre famiglie e ora ci accostiamo alla fonte dell’Amore: l’eucaristia ci mette infatti in contatto con la Pasqua del Signore. E’ Lui, il Crocifisso Risorto che ci dona l’ Amore “forte come la morte”, quell’amore di cui anche noi abbiamo bisogno per riscattare la nostra vita familiare dalla pigrizia, dall’indifferenza e dall’egoismo. Il comandamento di Gesù “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” non è un obbligo che ci viene imposto, ma una possibilità che ci viene donata. Uniti a Cristo anche noi possiamo trovare la forza di amare come Lui: “fino alla fine”, cioè con tutto noi stessi.

Anche se oggi ci siamo fermati a godere il buono e il bello che c’è nelle nostre famiglie, tutti conosciamo (e ne facciamo quotidiana esperienza) la fatica e la fragilità della nostra capacità di amare: una fatica e una fragilità che talora ci bloccano e finiscono per rovinare i nostri progetti e i nostri sogni, al punto da farci dubitare che sia possibile vivere un amore vero, duraturo, destinato a durare nel tempo. Papa Francesco in Amoris Laetitia, ci ricorda che anche nella Bibbia la realtà della famiglia è segnata da “un sentiero di sofferenza e di sangue: “E’ la presenza del dolore, del male, della violenza che lacerano la vita della famiglia e la sua intima comunione di vita e di amore. Non per nulla il discorso di Cristo sul matrimonio (cfr Mt 19,3-9) è inserito all’interno di una disputa sul divorzio. La Parola di Dio è testimone costante di questa dimensione oscura che si apre già all’inizio quando, con il peccato, la relazione d’amore e di purezza tra l’uomo e la donna si trasforma in un dominio: «Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà» (Gen 3,16)” (AL 19). La Bibbia però ci dice anche che Dio non ha abbandonato ( e non abbandona) le famiglie nelle loro difficoltà e nei loro drammi: in particolare è Gesù che rivela l’amore del padre verso tutte le famiglie. Egli porta l’annuncio che ogni famiglia può riscattare i suoi dolori e i suoi fallimenti affidandosi alla misericordia del Padre.
Alla fine di questa giornata vorrei lasciarvi proprio questo pensiero: il Signore non ci chiede di essere famiglie perfette, ma di metterci ogni giorno alla sua sequela imparando da Lui l’arte di amare il nostro coniuge, i nostri figli, i nostri fratelli. Ciò che conta è seguire Lui in un cammino di conversione e di riconciliazione. Non importa dove siamo arrivati, ciò che conta è camminare. Faccio mie le parole con cui papa Francesco conclude Amoris Laetitia: “Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso è sempre di più. Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa” (AL 326).

 

Vescovo Emerito Lucio

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