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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Omelia del Vescovo Pierantonio per la Messa ringraziamento, alla fine dell'anno civile 2016

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Il passaggio da un anno all’altro è motivo di festa: la fine di un anno infatti ci dà la sensazione di metterci alle spalle il passato, con il suo peso di fatiche, di problemi e di sofferenze per aprirci ad un nuovo percorso che ci auguriamo più positivo e felice di quello trascorso.
Anche la liturgia della Chiesa ci accompagna in questo passaggio, con due momenti distinti: questa sera con la messa di ringraziamento che culmina con il canto del Te Deum e domani con la solennità di Maria, Madre di Dio, Giornata della Pace, in cui invocheremo l’assistenza di Dio sul nuovo anno cantando insieme il Veni Creator.
Ci fermiamo a riflettere questa sera sul primo momento, quello del ringraziamento. Non è poi così scontato ringraziare alla fine di un anno: potremmo infatti pensare che l’unica cosa importante è dimenticare in fretta quanto accaduto in questi 365 giorni e sperare che i prossimi siano più felici e fortunati. A prescindere dalle nostre vicende nell’anno passato, vorrei invitarvi a riflettere su questa affermazione: il nostro grazie, in questo ultimo giorno dell’anno, ha senso in una prospettiva di fede. E’ la fede infatti che orienta anche il nostro modo di guardare al tempo che passa e dà senso agli avvenimenti che abbiamo vissuto. Per noi cristiani la storia non è il susseguirsi di una serie di avvenimenti slegati tra loro e privi di un significato. Il Dio in cui crediamo, infatti, si è rivelato entrando nella storia dell’umanità: dentro le vicende umane egli costruisce una storia di salvezza, una storia nascosta che solo gli occhi della fede permettono di percepire e di conoscere.

Anche nell’anno che è passato il Signore ha continuato a costruire la nostra salvezza dentro gli avvenimenti lieti e tristi della nostra vita. E’ Lui infatti il Re che ha in mano le nostre sorti: come dice il Libro dei Re, nel brano proposto come prima lettura «Re d’Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura». Egli ha continuato ad arricchirci in questo anno dei suoi doni. Dice Paolo nella seconda lettura: «Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza».
E’ importante che riusciamo a fare nostra questa preghiera di ringraziamento al termine dell’anno civile: sarebbe bello che ognuno ripercorresse questi dodici mesi, cercando di individuare i momenti in cui il Signore è passato nella sua vita, come gli ha parlato e quali doni di grazia gli ha fatto. Scopriremo allora che non sempre abbiamo accolto questi doni e che abbiamo bisogno di chiedere perdono.
In questa prospettiva tutta la nostra vita ci apparirà in una luce diversa: scopriremo che non dipende da noi ma da Dio. Questo ci porterà alla preghiera umile e fiduciosa di chi sa che il Padre dà sempre cose buone ai suoi figli.
Ringraziare per l’anno trascorso ci mette quindi anche nell’atteggiamento più favorevole per accogliere l’anno nuovo: anche il tempo che ci sta davanti, alla stregua di quello che è ormai alle nostre spalle, è sotto la signoria di Dio. Per questo non dobbiamo avere paura, ma possiamo confidare che la Provvidenza di Dio ci assisterà e non ci farà mancare ciò di cui abbiamo di bisogno.

 

Vescovo Emerito Lucio

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