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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Ritornato alla casa del Padre don Girolamo Toffanin

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Al tramonto del 21 dicembre, ha chiuso la sua giornata terrena don Girolamo Toffanin, di anni 80, nato a Bagnolo di Po il 31.01.1936 e ordinato il 26.06.1960, canonico della Concattedrale. Il Vescovo di Adria-Rovigo, unitamente al fratello don Graziano, alle sorelle Josè e Lucia, al cognato Giacomo e alla sig.ra Clelia, invita ad elevare al Signore preghiere di suffragio per il caro sacerdote che ha servito la Chiesa con fede e carità come parroco a Bosaro, S. Rita, Lama Polesine, Fienil del Turco e assistente spirituale alla Casa di Cura "Città di Rovigo".

Il funerale - celebrato sabato 24 alle ore 11.00 nella Concattedrale-Duomo di Rovigo - è stato presieduto dal Vescovo Pierantonio. Ecco le parole dell'omelia:

Per questa celebrazione esequiale ho scelto di mantenere le letture della messa di questa vigilia di Natale, perché mi sembra importante evidenziare il legame tra la morte del nostro caro don Girolamo e il mistero del Natale del Signore che ci prepariamo a celebrare.
Mi ha colpito sentire che lunedì sera la morte ha raggiunto don Girolamo proprio nel momento in cui aveva appena iniziato a recitare la novena di Natale: “O Dio vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto” sono state le sue ultime parole. Possiamo pensare che il Signore ha ascoltato la sua invocazione ed è venuto a prenderlo per portarlo con sé, lui, che per tutta la sua vita, aveva cercato il suo volto.
Ripensando ai miei incontri con don Girolamo (in questi mesi ho avuto modo di fargli visita più di una volta in occasione dei ricoveri in ospedale e in vari centri di cura) ricordo di averlo sempre trovato in preghiera, con la corona in mano, da solo o con le persone che lo assistevano. Non meraviglia quindi che anche nel momento del passaggio decisivo si trovasse in preghiera.

Ora per lui si è realizzata la profezia del profeta Natan a Davide, che abbiamo ascoltato nella prima lettura: «Il Signore ti annuncia che farà a te una casa». Il Signore ha preparato per questo nostro fratello un posto nella sua casa e ora lui potrà cantare il suo inno di lode, come il sacerdote Zaccaria: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente».

Come Zaccaria, don Girolamo ci indica ciò che dobbiamo cercare come il centro della nostra vita: «Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace» Anche noi dobbiamo indirizzarci senza indugio verso l’Oriente, la luce che sorge, che è il Signore Gesù. E’ questo il messaggio che ci ha dato in 56 anni di vita sacerdotale, tutta spesa per condurre al Signore i fratelli.
Ordinato sacerdote nel 1960, fu cappellano in questa parrocchia del Duomo di Rovigo e successivamente parroco a Bosaro e a S. Rita. Provato nella salute, per tredici anni prestò servizio qui in Duomo come canonico dal 1987 al 2000, quando divenne parroco di Lama e poi amministratore di Fenil del Turco. Dal 2009 era cappellano del Policlinico – Casa di Cura Città di Rovigo. Accanto a questi ministeri affidatigli dal Vescovo, don Girolamo esercitò una intensa attività di animazione spirituale: incontri di preghiera, pellegrinaggi, ma soprattutto la celebrazione del sacramento della penitenza e la guida spirituale.
Vorrei ricordare un altro aspetto importante del ministero sacerdotale di don Girolamo: la sua profonda devozione alla Madonna. Egli ha messo in pratica quanto si legge nel Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri: «I sacerdoti, che sono tra i discepoli più amati da Gesù crocifisso e risorto, devono accogliere Maria come loro Madre nella propria vita, facendola oggetto di continua attenzione e preghiera. La sempre Vergine diventa allora la Madre che li conduce a Cristo, che fa loro amare autenticamente la Chiesa, che intercede per essi e che li guida verso il Regno dei cieli». A Lei, affidiamo questo nostro fratello per ché lo conduca alla presenza del Signore a celebrare la liturgia del cielo. All’intercessione di Maria affidiamo anche la nostra preghiera perché i sacerdoti perseguano una santità sempre più grande e perché altri giovani seguano oggi con generosità l’esempio che ci hanno lasciato don Girolamo e tanti altri preti che tanto hanno dato alla nostra Chiesa.

Vescovo Emerito Lucio

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