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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Veglia di Pentecoste - Consulta delle Aggregazioni Laicali

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Veglia di Pentecoste, presieduta dal Vescovo Pierantonio,
a cura della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali

Venerdì 18 maggio 2018, ore 21.15

Tempio della Rotonda, Rovigo

ATTIVITÀ DEL VESCOVO DAL 13 AL 20 MAGGIO

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Domenica 13: celebra la messa e conferisce le cresime alle 11 a Sarzano e alle 18 a Fratta Polesine

Lunedì 14: ore 19 in Seminario celebra la messa e si intrattiene con i seminaristi

Martedì 15: al mattino al Centro pastorale “Card. Urbani” di Zelarino presiede la Consulta regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici; ore 21 presiede la riunione congiunta dei consigli pastorale e presbiterale diocesani

Mercoledì 16: al mattino riceve in vescovado su appuntamento; ore 15.30 presiede il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici; ore 20.30 a Lendinara presiede la processione e la concelebrazione eucaristica per la Festa del Trasporto dell’immagine della Beata Vergine Maria del Pilastrello

Venerdì 18: al mattino riceve in vescovado su appuntamento; nel pomeriggio partecipa ad alcuni eventi del Festival Biblico; ore 21 in Rotonda partecipa alla Veglia di Pentecoste promossa dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali

Sabato 19: al mattino partecipa ad alcuni eventi del Festival Biblico; ore 18 celebra la messa e conferisce le cresime a San Pio X in Rovigo

Domenica 20: celebra la messa e conferisce le cresime ore 10.30 nella Cattedrale di Adria e ore 16 in Duomo a Rovigo

ORARIO DELLA SEGRETERIA VESCOVILE

La Segreteria vescovile (tel. 0425 209633 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) è aperta nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30

ATTIVITÀ DEL VESCOVO DAL 20 AL 27 MAGGIO

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Domenica 20: celebra la messa e conferisce le cresime ore 10.30 nella Cattedrale di Adria e ore 16 in Duomo a Rovigo


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Da lunedì 21 a giovedì 24 a Roma partecipa all’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana
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Giovedì 24: ore 21 a Rovigo celebra la messa nella Chiesa del Cristo in occasione della presentazione del restauro di un’antica immagine mariana

Venerdì 25: al mattino riceve in vescovado su appuntamento

Sabato 26: ore 18.30 celebra la messa e conferisce le cresime a Sant’Apollinare

Domenica 27: celebra la messa e conferisce le cresime ore 9.30 a S. Maria Assunta della Tomba in Adria e ore 17 a Gaiba

 

ORARIO DELLA SEGRETERIA VESCOVILE

La Segreteria vescovile (tel. 0425 209633 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) è aperta nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30

VEGLIA DI PREGHIERA PER LA FESTA DEL LAVORO

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Il Vescovo Pierantonio interviene presso la TMB di Ceregnano

Il nostro trovarci assieme questa sera in questa azienda desidera essere un segno di vicinanza e di partecipazione della nostra chiesa diocesana al mondo del lavoro. Non è l’unico segno di questo tipo: negli ultimi mesi abbiamo cercato di richiamare la comunità cristiana, innanzitutto, e poi l’opinione pubblica all’importanza di una riflessione sul tema del lavoro. L’annuale convengo sociopolitico è stato dedicato al tema “Giovani e lavoro”, a cui è seguito un corso di formazione che ha approfondito con l’aiuto di esperti di valore le varie problematiche del lavoro oggi. Soprattutto ci sentiamo impegnati in questo momento storico a ricordare e a testimoniare il legame profondo tra il lavoro e la persona umana del lavoratore. Il lavoro non è una merce e neppure solo uno strumento per poter consumare. Scrivono i Vescovi italiani nel messaggio preparato per la festa del 1° maggio di quest’anno: «La quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni per la nostra società nello scenario di un sistema economico che mette al centro consumi e profitto e finisce per schiacciare le esigenze del lavoro. I due imperativi del benessere del consumatore e del massimo profitto dell’impresa hanno risolto il problema della scarsità dei beni e delle risorse necessarie per investimenti, innovazione e progresso tecnologico nella nostra società. Ma hanno finito per mettere in secondo piano le esigenze della dignità del lavoratore indebolendo il suo potere contrattuale, soprattutto nel caso delle competenze meno qualificate».  

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Festival Biblico 2018

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Il tema del Festival Biblico 2018, FUTURO, ci connette al mistero del tempo che da sempre inquieta gli uomini e muove emozioni profonde che nutrono società, scienze, filosofie, religioni e arti. Il Festival vuole offrire la possibilità di scoprire cosa la Bibbia ha da dire sul futuro – inteso principalmente nel suo rapporto costitutivo con le nostre esistenze umane – e quali orizzonti dischiuda in proposito.

Il futuro è uno sguardo lungo su ciò che ci viene incontro, che ci aspetta e che aspettiamo e sul cambiamento che questo porta con sé e in noi. Spesso oggi il futuro viene confuso con il nuovo, ma il nuovo è solo uno spostamento, una differenza rispetto al prima, il rifiuto di un presente che non vogliamo più. Il futuro, invece, è apertura disponibile, attesa, immaginazione, cammino, anche lotta. Per avere il nuovo serve solo una critica del passato. Per avere futuro occorre una visione sul domani, un obiettivo, una speranza, un’apertura.

Come costruire allora il futuro che non c’è, in un tempo a geometria variabile, in una scena mondiale irretita dall’insicurezza e dilaniata dai conflitti, in una psicosi collettiva dominata dalla paura più che dalla speranza?

qui il programma

news ed approfondimenti

Omelia del Vescovo Pierantonio per il CONFERIMENTO DEI MINISTERI DEL LETTORATO E DELL’ACCOLITATO

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Il quarto Vangelo si serve dell’immagine di Gesù come il Pastore buono (letteralmente: bello) per aiutarci a comprendere da un lato il mistero della morte e della risurrezione di Gesù dall’altro il rapporto che si crea tra i discepoli e Gesù Risorto. Gesù infatti è il pastore buono perché «dà la propria vita per le pecore»: lui infatti «ha il potere di darla e di riprenderla di nuovo».
Nel testo di Giovanni ci colpisce il modo in cui Gesù presenta se stesso attraverso l’immagine del pastore: «Io sono il buon pastore». Gesù è l’unico pastore veramente buono, anzi è lui il pastore di cui parlavano i profeti. In lui infatti si manifestano la grandezza e la tenerezza dell’amore di Dio.
Proprio perché ama le sue pecore fino a dare la vita per loro, Gesù è il pastore «che conosce le sue pecore e le sue pecore conoscono lui». E’ una conoscenza di amore, personale ed irripetibile che permette di penetrare il mistero di ognuno, di riconoscersi reciprocamente.

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Ammissione tra i candidati all'ordine sacro del Diaconato e del Presbiterato

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Siamo ormai alla fine dell’itinerario quaresimale e la liturgia di questa quinta domenica di Quaresima ci propone un brano evangelico in cui Gesù stesso parla dalla sua «ora». Ai discepoli che gli riferiscono la richiesta dei greci di vederlo, Gesù risponde dicendo che la sua ora è arrivata e che quando sarebbe stato innalzato da terra avrebbe attirato tutti a sé. Gesù prova turbamento al pensiero di ciò che lo attende. Egli condivide l’angoscia di ogni uomo di fronte alla morte e come dice la lettera agli Ebrei nella seconda lettura «nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a Dio, venne esaudito». L’obbedienza al Padre e l’amore per gli uomini sono per Gesù più preziosi della sua stessa vita. Egli sa che «se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore porta molto frutto». Egli non è venuto sulla terra per «rimanere solo», ma per «portare molto frutto». Nel brano evangelico che abbiamo ascoltato la via per portare frutto, ossia per raccogliere i dispersi, viene chiaramente indicata: «Chi ama la propria vita la perde, e chi odia la propria vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna». Queste parole di Gesù appaiono incomprensibili da un punto di vista umano: tutti amiamo conservare la vita, custodirla, preservarla, risparmiarla dalla fatica. Come si può allora «odiare» la propria vita? Il senso delle espressioni «amare» e «odiare» la vita si può intendere solo guardando a come è vissuto Gesù: lui ha vissuto tutta la sua vita amando gli uomini più di se stesso. La morte in croce rappresenta l’ora in cui questo amore si è manifestato nella sua pienezza: è il momento culminante della storia umana, il punto più alto di amore che l’uomo ha potuto vivere.
E’ questo il contesto in cui si colloca anche il rito dell’ammissione, che ora stiamo per compiere.

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Mane Nobiscum Domine 2018

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COMUNICATO DEL VESCOVO DI CHIOGGIA RIGUARDO AL MONASTERO DI PORTO VIRO

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In spirito di comunione con la vicina Diocesi di Chioggia, ritengo opportuno portare a conoscenza anche dei fedeli della Diocesi di Adria-Rovigo, il comunicato del Vescovo mons. Adriano Tessarollo relativo alla situazione di difficoltà che è venuta a crearsi nel Monastero della Clarisse di Porto Viro.
+ Pierantonio Pavanello

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Giornata del Seminario, domenica 28 gennaio 2018, omelia del Vescovo Pierantonio

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«Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli» (Dt.18,18). Questa frase, tratta dalla prima lettura della messa di oggi, è lo slogan scelto per la Giornata del Seminario di quest’anno: uno slogan che ci invita a guardare alla vocazione al ministero del presbitero come una missione profetica. E’ una prospettiva interessante e forse un po’ insolita, perché prevale nella nostra comprensione del prete la dimensione liturgica, legata alla celebrazione della eucaristia e degli altri sacramenti o quella legata alla carità, intesa in senso lato come cura e animazione della comunità.

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Vescovo Emerito Lucio

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